Il sistema proposto parte da questo concetto e cerca di far evolvere le buone prassi interne ad un circuito barter in un’ottica maggiormente sociale. Non ha fini di lucro, è gestito in forma associativa con il contributo di tutte le imprese aderenti ed ha come obiettivo lo sviluppo ed il mantenimento della qualità della vita all’interno del territorio valligiano.

Da dove vogliamo partire? Dalle aziende della Vallecamonica.

Come fare? Sviluppando ed incentivando relazioni economiche territoriali che da un lato creino vantaggio alle imprese ma che abbiano, dall’altro, una ragion d’essere di tipo sociale.

È possibile? Pensiamo di si.

Come? Associandosi ed iniziando ad utilizzare il “Camuno” nelle transazioni poste in essere tra le aziende della Vallecamonica.

Ma che cosa è il “Camuno”? Il “Camuno” è un semplice buono sconto che possiede la particolarità di essere illimitatamente e continuamente scambiabile all’interno del circuito. Un “Camuno” è un buono di valore parificato all’Euro (rapporto 1:1) che quando accettato come mezzo di pagamento, pur dando luogo fattivamente ad uno sconto in fattura, genera un credito parallelo di pari importo immediatamente spendibile in transazioni successive e interne al circuito.

Quanto costa il “Camuno”? Praticamente nulla. Riceverai infatti duemila “Camuni” a titolo gratuito all’atto di iscrizione all’associazione; non dovessero bastarti, potrai sempre acquistarli ad un prezzo più che ragionevole: 100 Camuni al costo di 10 Euro!

Ma cosa c’entra il “sociale”? Semplice, il “Camuno” vive della particolarità di essere sottoposto ogni anno ad una sua redistribuzione a fini sociali. Ogni fine anno, infatti, l’associazione ritirerà dal circuito il 20% dell’intero ammontare di “Camuni” emessi. Tale somma verrà quindi devoluta interamente ad associazioni no-profit per lo sviluppo di progetti a carattere sociale o per rendere sostenibili economicamente servizi alla persona o alla collettività. Ovviamente i buoni saranno spendibili esclusivamente presso le imprese aderenti al circuito in modo tale che i “Camuni” torneranno presto a circolare al suo interno. E’ per questo che parliamo di redistribuzione e non di ritiro dal circuito.

Ma non c’è il rischio che a fine anno mi togliate troppi “Camuni” dal conto? Il meccanismo sopra descritto è equiparabile ad una sorta di “demourrage” applicato al buono sconto. Il principio di tale sistema è sintetizzabile come segue: Sebbene tutti avranno interesse ad accettare il “Camuno” come strumento commerciale – poichè capace di generare un vantaggio competitivo nei confronti dei non-associati (la possibilità di effettuare sconti) – nessuno avrà al contempo interesse a trattenere questi “Camuni” sul proprio conto a causa del prelievo applicato a fine anno. Come risolvere? Facendo circolare il “Camuno” il più velocemente possibile in modo tale da renderlo maggiormente efficiente ed incentivando così gli scambi tra gli associati. Si deve ricordare infatti che il “Camuno” è più facilmente equiparabile ad un bene strumentale che ad una moneta: nel caso del bene infatti più questo viene utilizzato nell’arco di tempo, maggiore è il valore aggiunto generato a parità di costo. La moneta, al contrario, genera interessi se distolta dall’attività produttiva e parcheggiata altrove.

Ma il sistema è gestito da un intermediario? No, il sistema è concepito come auto-regolamentante e non necessita di un intermediario che opera al suo interno. Da un lato il meccanismo di “demourrage” legato al buono sconto infatti fungerà da volano e da fattore incentivante le transazioni interne al sistema, dall’altro, la partecipazione attiva delle aziende alla vita dell’associazione (in qualità di soci con diritto di voto) eliminerà alla base fenomeni opportunistici da parte di singole parti. Tutto ciò si traduce in due vantaggi notevoli per le imprese: massima libertà d’azione all’interno del circuito in termini di quantità massime di “Camuni” accettati e nessuna commissione applicata alle transazioni concluse mediante utilizzo dei buoni sconto.