Maggiore è la partecipazione delle aziende di un determinato territorio, migliore risulta il funzionamento del circuito, poiché sarà più facile per tutti trovare ciò di cui si ha bisogno scambiando ciò che si possiede.
In tale ottica il vero beneficio di questa pratica è la riattivazione della cooperazione fra le aziende aumentando i rapporti commerciali, poiché le aziende che riescono ad ottenere i maggiori risultati nel circuito sono proprio quelle che cercano di sfruttare al massimo le potenzialità dello stesso grazie alla varietà di beni e servizi a cui si può accedere.
Un territorio in cui questa pratica è attiva e in cui il circuito è vivo, risponde meglio di altri alla crisi, poiché l’aumento complessivo degli scambi aumenta la ricchezza complessiva.

Il Barter, in pratica, toglie valore allo scambio in sé e lo sposta verso la relazione di lungo periodo e quindi sul prodotto/servizio offerto: che lo scambio avvenga con moneta o senza poco importa, ciò che conta è che un territorio sappia produrre ciò che serve alla gente e alle imprese affinché questo possa essere vivo e florido.
Per questo, se è vero che in un momento in cui scarseggia il credito è quanto mai sensato ricorrere al “baratto”, è altrettanto vero che se il credito non scarseggiasse sarebbe altrettanto utile e opportuno ricorrere a questa forma di scambio, perché far parte di un circuito territoriale vivo significa non solo trovare nuovi clienti, nuovi partner, nuovi prodotti di qualità, nuovi servizi ma anche generare prassi virtuose all’interno del territorio d’appartenenza, incentivando attivamente il tessuto imprenditoriale locale.